Guardians, che psicodramma!

Martedì scorso alla Frassati è andata in scena una di quelle partite che piacciono tanto agli spettatori neutrali. Una contesa in bilico fino all’ultimissimo secondo, giocata a viso aperto e alla pari tra due squadre con un disperato bisogno di punti. Purtroppo, però, noi non siamo spettatori neutrali. Vediamo com’è andata Torino Warriors – Guardians.

Torino Warriors – Guardians 94-93

Per meglio comprendere l’impatto che questo match potrebbe avere sulla mente dei Guardians e sul loro cammino da qui alla fine del campionato, ricorreremo a una metafora calcistica. Martedì 21/01, all’Estadio da Luz di Lisbona, si è giocata Benfica – Barcellona, valevole per il girone di Champions League. Vangelis Pavlidis, attaccante dei padroni di casa, ha messo a segno una tripletta contro una delle corazzate storiche di questo sport. Una cosa da raccontare ai nipotini. Peccato che, alla fine, i 3 punti siano andati al Barcellona.
Così come il povero puntero greco, anche i Guardians si sono resi protagonisti di una prestazione da incorniciare, la migliore per distacco dell’intera stagione, per giunta contro una squadra che ha militato per molti anni in A1, solo per arrivare al fischio finale stringendo un pugno di mosche.

I gialloneri azzeccano l’approccio alle ostilità sin dall’inizio: sono concentrati a muro, si aiutano in difesa e diversificano in attacco. Il mattatore di questi primi scampoli è infatti uno che non ti aspetti, Gennaro (12 punti), che mette in difficoltà gli avversari con parecchi tiri ben direzionati. Gli Warriors non perdono terreno e rispondono colpo su colpo. Dove non arriva la difesa, arriva il muro, uno dei migliori dell’intera A2. Si va al riposo sul 27-27, una fotografia perfetta di ciò che sarà la gara sino alla fine.
Se il primo tempo è stato spettacolare, il secondo è su tutto un altro livello. I chivassesi riescono ad aumentare l’intensità e sale finalmente in cattedra Rosso, che alla fine risulterà il miglior marcatore in assoluto con 32 punti. Ciò che consente ai Guardians di segnare con costanza sono anche i passaggi di un D’Alessandra in versione playmaker, che con i suoi cambi di gioco riesce a eludere il muro torinese.
La prestazione perfetta dei Guardians prosegue anche nel terzo tempo, nonostante qualche segno di cedimento cominci a intravedersi nel loro gioco. La stanchezza si fa sentire e i Torino Warriors, nonostante abbiano subìto per buona parte del match, si affacciano sul quarto tempo con soli 5 punti di svantaggio.
La tensione per un match tenuto a lungo in pugno, la paura di vedersi scivolare tutto tra le dita, la spossatezza mentale e fisica aprono la strada alla rimonta dei padroni di casa, che negli ultimi minuti ci credono di più. Grazie anche a qualche rimessa regalata a causa di errori individuali, i torinesi riescono a strappare i 3 punti negli ultimissimi secondi e consegnano nelle mani dei Guardians una sconfitta che fa molto più male delle altre.

Come già anticipato all’inizio di questa cronaca, l’effetto che un insuccesso del genere avrà sul cammino futuro dei gialloneri è incalcolabile. Rimane però un’incognita l’aspetto più importante di tutti: in positivo o in negativo? Aver perso nonostante si sia disputata la miglior partita della stagione può rappresentare uno psicodramma, ma anche un punto dal quale partire: giocando con questa grinta e questa intensità, applicandole a ogni singola azione, a ogni avversario, le soddisfazioni non possono latitare per sempre.

In classifica la situazione non è delle migliori. I Guardians stazionano al penultimo posto, con gli stessi 3 punti degli Hit Bulls ultimi. Davanti, gli stessi Torino Warriors a 6, poi il vuoto, poi i Citmabun a 15. Stasera si gioca uno scontro diretto che vale tantissimo, proprio contro i Tori. Appuntamento alla Cavour alle 20.45.

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