#QuattroChiacchiere: Francesca Bargelli

La miglior esordiente donna dell’Hit Ball Chivasso si racconta

Quattro mesi senza hit ball. Quattro mesi di digiuno per addetti ai lavori, pubblico e soprattutto giocatori. In assenza di news sul futuro, l’Hit Ball Chivasso ha deciso di indire comunque le consuete premiazioni interne, incoronando 8 dei suoi atleti in base a una votazione. Il primo nome della lista è quello di Francesca Bargelli, miglior esordiente donna nel campionato di C1, che inaugura anche la nostra nuova rubrica #QuattroChiacchiere raccontandoci questo suo primo anno di carriera.

Come sei venuta a conoscenza dell’esistenza dell’hit ball? E perché hai scelto di iniziare?

Mi imbarazza un po’ rispondere, ma credo di aver scoperto dell’esistenza dell’hit ball nello stesso modo di molti altri: dalla viva voce di amici. È stata Federica Pasino (sorella di Elena, altro pezzo pregiato dei Biautabras Rivarolo, ndr) a parlarmene e a spingermi a provare. Il bisogno di fare sport e la completa mancanza di voglia di andare in palestra hanno fatto il resto.

Traccia un bilancio della stagione dei Biautabras.

È stata una stagione strana, piena di alti e bassi. Abbiamo vinto partite che non ci aspettavamo di vincere e ne abbiamo perse altre ampiamente alla nostra portata. Abbiamo avuto anche una considerevole dose di sfortuna: in alcune occasioni avremmo potuto raccogliere di più. Abbiamo però molti margini di miglioramento e, se miglioriamo la coesione, possiamo fare benissimo in futuro.

Qual è la partita che ricordi con più emozione?

Può sembrare ovvio, ma è la prima che ho giocato. Ero nel panico più totale. Non so per quanto tempo sono rimasta attaccata al materasso. Mi tremavano le gambe. Ho lavorato molto sulla gestione delle emozioni nelle partite successive, ma devo ancora migliorare parecchio.

Ti aspettavi di essere votata come miglior esordiente?

Assolutamente no. Non so nemmeno cosa dire.

Quali sono i tuoi obiettivi per il prossimo futuro?

Sento di essere ancora tanto incompleta. Devo migliorare in porta, imparando a non sottovalutare anche i tiri che sembrano più gestibili. Dovrei anche segnare di più, trovando il modo di imprimere più forza alla palla. Il mio fondamentale preferito è il muro: le tante pallonate in faccia mi hanno ormai temprata a dovere!

Termina qui questa prima puntata di #QuattroChiacchiere, la rubrica che intervista i migliori atleti dell’Hit Ball Chivasso. Appuntamento alla prossima settimana con Caribù Mattia Tesio, il miglior esordiente uomo!

Hit Ball Chivasso. Are you ready for this?

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